Roberta Pellegrino - Palermo Service Jam

“Tra il dire e il fare…”

Quella che segue è una lettera aperta che Roberta Pellegrino, partecipate alla Palermo Service Jam del Marzo 2014, ha scritto per i futuri jammer! Ci è piaciuta molto e abbiamo deciso di condividerla nel nostro blog.
Buona lettura.

 

“Le cose migliori succedono sempre un pò per caso, anche se in effetti il caso non è che esista, si tratta sempre di una concomitanza di eventi che hai cercato e che forse cercavano te.

Sono tornata a Palermo dopo la laurea a Milano ed un periodo incredibilmente stimolante negli Stati Uniti. Avevo vinto qui in Sicilia una borsa di studio per un dottorato in economia e management ma il desiderio di fare, oltre che di studiare, era sempre fortissimo.

Ed ora subentra il caso: un vecchio amico mi taggò sulla locandina della Palermo Service Jam dello scorso Marzo. Mesi prima al mare gli avevo raccontato di sfuggita che a Milano mi stavo interessando di Innovazione e Service Design…

Spulciai il sito dell’evento e mi sentii entusiasta all’idea di potere partecipare ad un evento del genere a Palermo, in un periodo in cui mi pesava tantissimo la mancanza di stimoli intellettuali.

Forse avevo solo voglia di passare un weekend diverso, non avrei mai pensato che mi avrebbe in qualche modo cambiato la vita.

Ho partecipato sola e sono stati dei giorni bellissimi d’aria nuova, persone nuove, conversazioni nuove, idee nuove, giochi nuovi, metodi da vedere sotto un altro aspetto e la possibilità di unire tutti questi elementi per dare vita ad un weekend pieno di spunti ed energia virtuosa, energia nuova.

Dopo la Palermo Service Jam ci furono dei momenti organizzati appositamente per rivedere i ragazzi incontrati in quel weekend, insieme ad altra gente nuova, e confrontammo ancora su metodi, opportunità ed esperienze.

Proprio ad uno di questi eventi sentii di questo bando Telecom, Working Capital, e presa dall’entusiasmo decisi di partecipare.

Ho cercato le persone con cui davvero avrei voluto lavorare, che volevano mettersi gioco e che avevano competenze, energie, voglia e metodo da spendere: insieme cominciammo a dare vita al progetto che avremmo poi presentato a Telecom, lavorandoci giorno e notte.

Così è nato Ludwig (www.ludwig.guru) e così abbiamo vinto questo primo grant.

Ludwig è la nostra start-up.

Oltre a me, Antonio e Federico, che l’abbiamo pensata e fondata, si sono aggiunti due splendidi ingegneri e un esperto di user experience.

Siamo in fase di sviluppo, continuiamo col design del servizio ogni giorno, non ci si ferma mai: ci interroghiamo su ogni possibile tipo d’utente, affrontiamo ogni idea e immaginiamo tanti possibili scenari, d’uso e di business. Questa è una delle parti più belle: mettersi nei panni di tanti fruitori diversi, fare ricerche, parlare con tutta la gente intorno a noi.

A breve la versione alfa sarà pronta e andremo a cercare ogni possibile tipologia d’utente per raccogliere feedback cruciali al fine di ricalibrare il servizio.

Non ci si ferma mai, Ludwig non è solo un progetto, è qualcosa di più per tutti noi: ci ha permesso di metterci in gioco, in discussione e di imparare, di tutto, continuamente, tramite un processo di “learning by doing” che sembra non esaurirsi mai. Esattamente come nella vita.

Non è passato così tanto tempo da quando per caso mi taggarono su quella foto della Palermo Service Jam da cui tutto è cominciato e col senno di poi posso dire che non si è proprio trattato di destino, perché comunque io avevo una gran voglia di fare cose nuove… ma come avrei mai potuto immaginare che sette mesi dopo la mia vita sarebbe stata stravolta e vi avrei scritto da quella che adesso è la sede di Ludwig, a Catania?

Siamo contenti, per tanti motivi, siamo anche stanchi(ed è giusto dire anche questo!) ma si tratta di un’entusiasmante sfida per tutti noi ed in effetti nessuna vera sfida è mai stata semplice e leggera.

Grazie sempre ai ragazzi di Palermo Jam, che tra mille impegni e senza trarne alcun vantaggio economico, continuano a dare vita all’organizzazione di occasioni splendide ed uniche, in cui imparare a fare.”

Roberta Pellegrino
@neurocaos

Jammers